Edoardo Guazzoni Architetto | PIAZZE DI SAN GIOVANNI IN VALDARNO
architetto Edoardo Guazzoni, studio di architettura Milano, architetto Milano
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PIAZZE DI SAN GIOVANNI IN VALDARNO

LUOGO E DATA

San Giovanni Valdarno (Arezzo), 1991

CON

P. Rizzatto, A. Bortoluzzi

Category
Concorsi, Progetti urbani

CONCORSO DI IDEE PER LA SISTEMAZIONE E L’ARREDO URBANO DELLE PIAZZE DEL CENTRO STORICO

 

L’individuazione del “campo” di pietra è l’elemento immediatamente palese di questo progetto, realizzato innanzitutto attraverso una “pianificazione” della piazza, un livellamento del suo pendio, seppur lieve e discontinuo, al piano della quota mediana stabilita alla base del palazzo di Arnolfo. L’individuazione del piano di sezionamento assieme alla delimitazione dei bordi che vogliono far risaltare i segni più certi dell’atto fondativo originario costituiscono la forma del nuovo pavimento, di poco ribassato rispetto ala quota attuale di piazza Masaccio in modo tale che una regolare gradinata di raccordo definisce così il sagrato davanti alla Pieve di San Lorenzo, alla Basilica di Santa Maria delle Grazie, e alle rispettive canoniche, spazio religioso accessibile direttamente dalle vie laterali prospettando verso lo scenario centrale del Palazzo. Piccole scale e brevi rampe consentono in ogni parte un rapporto immediato con i percorsi circostanti. L’utilizzo dei materiali sottolinea l’idea del progetto: il contrasto immediato tra la pietra serena, adottata prevalentemente nelle strade della città, e la Pietra Forte di Firenze utilizzata per la piazza. A distanza dai lati brevi del Palazzo, nella parte centrale delle piazza Masaccio e piazza Cavour, Il pavimento si interrompe in lunghe fessure parallele protette da griglie. Questi tagli del pavimento per la raccolta delle acque piovane che vi confluiscono secondo le pendenze di cui è dotata la piazza, ripetono a distanza la forma planimetrica rettangolare dell’antico nucleo del Palazzo. Qui al di sotto della superficie di pietra si celano le strutture metalliche a riposo, piloni telescopici e travi,  progettate come principale supporto  delle attività e delle manifestazioni che si avvicendano durante l’anno in piazza. Quando queste strutture sono riposte, gli unici elementi di nuova presenza nell’invaso spaziale della piazza sono gli alberi: due filari paralleli e contrapposti che corredano i lati di piazza Cavour, intervallati dalle panchine, costituiscono qui un punto di incontro e un riferimento per la vita quotidiana.