BORGO ISCHIA PONTE
architetto Edoardo Guazzoni, studio di architettura Milano, architetto Milano
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BORGO ISCHIA PONTE

LUOGO E DATA

Borgo Ischia Ponte, 2017

CON

C. Formenti, V. Turotti

COLLABORATORI

A. Baldon

Category
Concorsi, Progetti urbani

CONCORSO INTERNAZIONALE DI IDEE PER LA VALORIZZAZIONE URBANISTICA ED ARCHITETTONICA DEL BORGO DI ISCHIA PONTE

 

Questo progetto architettonico, nel rispondere alle richieste del bando e nell’interpretarle, si pone il difficile compito di entrare nel merito dei destini di una città come è Ischia Ponte, in cui il volto di vicende antiche è sopraffatto da una modernità estranea dominante (condizione che peraltro questo luogo condivide con molte parti del territorio italiano). Proprio a partire da questo obbiettivo il confronto più intimo che i nuovi elementi proposti ricercano riguarda i caratteri della città storica che ancora sopravvivono, secondo modalità diverse, ora più fondate nelle antiche pietre, ora di più facile ed estemporaneo approdo, come spiegheremo.

 

Area tra Via Luigi Mazzella e Lungomare Alfonso il Magnanimo: il nuovo teatro

 

Nelle descrizioni di questo abitato viene spesso dimenticato ciò che lo ha trasformato in epoca relativamente recente, la realizzazione della strada di bordo che ha sancito una definitiva separazione tra edifici abitati, palazzi, monumenti e mare dove la maggior parte di questi trovava fondamento.
Ragioni di difesa e protezione del borgo hanno dato origine a questa nuova “distanza”, probabilmente anche ragioni di viabilità così consentita sino al Ponte Aragonese. Tuttavia il mare costituiva un unico e diretto scenario, elemento di uguaglianza di case nobili, di abitazioni di pescatori, di edifici monumentali, di giardini cintati ad esso rivolti.
Non diversamente da quanto è accaduto nelle città che hanno eretto argini, e pertanto distanza, tra i luoghi abitati e lo scorrere spesso sciagurato dei fiumi che le attraversano.
Questo spazio libero da ripensare dopo l’eliminazione dell’incongruo edificio pubblico INPS, diviene occasione per riproporre in modo collettivo e nuovo uno sguardo possibile dall’intimo della città verso il mare.
Diciamo di una nuova modalità poiché il nuovo spazio pubblico si accosta nella sua ampiezza al tessuto di case dagli accessi laterali nascosti, ne prosegue ai lati i giardini e gli orti, i terrazzi digradanti.
Dunque una piazza che scende verso la banchina, uno spazio possibile per lo spettacolo, sempre costituito dal mare con la prospettiva inquadrata del Castello Aragonese, attraverso l’interpretazione gradonata del pendio entro una dimensione che i muri dei giardini laterali definiscono.
Ma anche una piazza che diviene teatro, attrezzata per rappresentazioni che si immaginano prossime a quelle antiche e comunque di facile ed entusiastico apprezzamento, attraverso la dotazione di file di sedute sovrapponibili, di pali a sostegno di una copertura leggera e riposizionabile, di una struttura di palco che prende le dimensioni della platea e attrae a sé il mare, con un piccolo golfo entro cui entrano le fondazioni: per breve tratto l’acqua torna in contatto con gli elementi della città.
Vi è anche un utilizzo quotidiano di questa struttura che consente con una rampa entro i giardini di raggiungere le due quote, di attraversare nel passeggio i parodoi tra palco e platea, di raggiungere gli accessi dei palazzi limitrofi senza modificazioni rispetto all’oggi. Non si prevede alcuna costruzione, tuttavia questo è l’intervento proposto maggiormente legato alle pietre dell’antico borgo e al loro disegno.

 

Lungomare Alfonso il Magnanimo: gli elementi sulla banchina

 

Tutti gli elementi proposti, che per materiali e uniformità di disegno si legano comunque alla piazza teatro, sono immaginate come strutture precarie (non nel senso della loro instabilità ma perché se ne prevede il possibile smontaggio e una diversa ricomposizione).
Nel disegno di prospetto che si affaccia sul lungomare Alfonso il Magnanimo si è voluto rendere omaggio alla nobiltà architettonica di Ischia, ai suoi caratteri minuziosamente ridisegnati: qui gli elementi di progetto appaiono, ad uno sguardo attento, piccole strutture appoggiate alla banchina, quasi barche tirate in secco.
La pescheria coperta presso il molo, assieme al rivestimento di quest’ultimo costituisce un elemento di cerniera e di ordine prospettico tra il borgo, le funzioni che si svolgono nel grande piazzale e l’avvio al castello Aragonese attraverso il ponte: sotto la tettoia, realizzata in parte a lamelle orientabili e sostenuta da un sistema di pilastri e travi smontabili, si può svolgere un mercato del pesce appena pescato e qui approdato, che immaginiamo giornaliero o saltuario.
Simile struttura, dipinta negli stessi colori distintivi, costituisce il riparo uniformato per i dehors esterni ai bar ed esercizi di somministrazione presenti nel lungomare Alfonso il Magnanimo, secondo un ordine ripetibile che necessariamente non dovrà essere di ostacolo visivo al passeggio lungo il mare. Se ne prevede infatti un numero limitato.
Legata agli esercizi sopraddetti o gestita in modo indipendente si propone la piattaforma in legno gradonata: posizionata tra la passeggiata e il mare, consente un breve tratto di accesso al mare e di discesa per la balneazione.
Naturalmente sarebbe opportuno che la pavimentazione di percorsi e slarghi in questione fosse preventivamente resa omogenea.

 

Via Luigi Mazzella: l’ingresso al borgo

 

Da ultimo la presentazione del progetto alla città, che probabilmente si doveva anticipare, se non in ossequio alla sequenza dei temi proposta nel bando di concorso. Prima dell’accesso a Via Mazzella il traffico principale viene deviato e nella via stessa i dissuasori, che consentono il passaggio di necessità, sono trasformati in una sequenza di coppie pilastrate, ritmo di un antico mercato che sottolinea la sequenza edilizia regolare sul lato sinistro. È una realizzazione scenografica tridimensionale duratura nel tempo attraverso stampi di vetroresina e amalgama delle decorazioni a imitazione di antiche bugne che sorreggono archi non più esistenti, all’interno dei quali saranno inserite scritte e insegne.

 

Viabilità

 

A corredo del progetto si sono ipotizzate alcune prescrizioni viabilistiche per Ischia Ponte, volte ad una razionalizzazione del traffico e una conseguente valorizzazione del centro storico.
Data per assodata la realizzazione del cosiddetto parcheggio della Siena, se ne è fatto il cardine di un sistema che porta ad uno sbarramento graduale della circolazione automobilistica mano a mano che ci si avvicina al borgo antico.
Gli interventi sono così riassunti:
• Realizzazione di una mini-rotatoria (di diametro di 17.00 m) in corrispondenza dell’incrocio della via Antonio Sogliuzzo con la via Nuova Cartaromana, prevista per meglio gestire e organizzare i flussi di traffico che rimangono “estranei” ed esterni a Ischia Ponte, sulla strada “circondariale”, e quelli provenienti invece dal parcheggio della Siena.
• Istituzione di una zona ZTL (zona a traffico limitato, con modalità da definire, se per orario o tipologia di veicolo o tipologia di utenza) che si estende per tutta via Seminario e lungo un tratto della via Gian Battista Vico, in corrispondenza dell’edificato prossimo al centro storico. L’intervento ha l’obbiettivo di allontanare il traffico da luoghi che si vogliono invece valorizzare.
• Istituzione di un’area pedonale in corrispondenza del nucleo antico del paese, lungo tutta la via Luigi Mazzella e inteso alla riqualificazione del Lungomare e del Piazzale Aragonese, dai quali si suggerisce di rimuovere integralmente i parcheggi.