Edoardo Guazzoni Architetto | ALBERGO SANTO STEFANO
architetto Edoardo Guazzoni, studio di architettura Milano, architetto Milano
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ALBERGO SANTO STEFANO

LUOGO E DATA

Magazzini di Portoferraio, Isola D'Elba, 1996/2002

CON

A. Bortoluzzi, C. Guazzoni, R. Salvi, M. Santagostino

Category
Edifici privati

RECUPERO E AMPLIAMENTO

 

La frazione di Magazzini appartiene al comune di Portoferraio e si affaccia sulla spiaggia omonima. Questo piccolo complesso alberghiero si è sviluppato in fasi successive con l’addizione di diverse palazzine, sorte sul sedime di precarie preesistenze che punteggiavano un’ampia proprietà affacciata sul golfo; l’insediamento si è prodotto via via duplicandone la capacità ricettiva e dotandolo del servizio di ristorazione. Nelle vicinanze, sulla sommità del terreno, c’è anche la piccola chiesa di Santo Stefano, un edificio sacro che dominava lo scomparso insediamento delle Trane e che si avvicina, per struttura e apparato decorativo, all’architettura romanica pisana. Dopo i recenti restauri, essa ospita, nelle feste, le funzioni religiose.

L’evoluzione dell’insediamento è iniziata con il ripristino di una casa colonica, posta al centro di quella vasta area su una sella collinare, che domina da una parte la baia, dall’altra la campagna. La posizione panoramica e il doppio affaccio, verso nord e verso sud, hanno privilegiato il fabbricato che ora accoglie, al piano terra, le cucine, il bar dell’albergo e il collegamento con lo spazio ristorante all’aperto; al primo piano, sono ubicate le camere, allineate sul loggiato di distribuzione, rivolto al mare. Perpendicolari a questo corpo, due casette si adagiano sul terreno, formando un cannocchiale sulla valle sottostante, con un piano tutto fuori terra e uno parzialmente interrato. Altre piccole case a una o due piani, adattate al pendio, ricreano sul bordo della collina un percorso e un borgo, ingentilito dalle forme e dagli elementi della nuova architettura. Sono cinque fabbricati, diversi tra loro, che si dispongono sul crinale e ospitano ciascuno le camere, i bagni e qualche locale di servizio comune.

Tra essi, un edificio, denominato “Padiglione”, con riferimento ai pochi elementi dell’apparato decorativo che lo caratterizzano (tetti a padiglione, finestre in legno a riquadri, pergolati in legno verniciato), insieme ai principali materiali impiegati (orditura e arredi in legno di rovere, pavimenti in “cotto”), ospita quattro camere a due letti, disposte in serie, dotate di servizi con locale doccia separato. Un altro edificio, curiosamente denominato “Pasquale”, riprende, della precedente costruzione, la posizione sul pendio e la forma della grande esedra posta sul retro, ombreggiata per intero da un rampicante. Le quattro camere, adeguate agli standard proposti nell’intero albergo, si dispongono su due piani e guardano tutte verso il mare. Il progettista ha voluto conservare con estrema semplicità i caratteri architettonici che più corrispondono alla tradizione elbana, evitando di alterare il contesto panoramico che offre la vista del golfo e dei pendii coltivati verso l’interno dell’isola; per questo ha definito il progetto senza ricorrere ad alcuna ricercatezza formale, ma proponendo esclusivamente elementi architettonici, materiali, metodologie e

tecniche che derivano dall’abitudine locale. Logge, pergolati, tetti a falde, che sono elementi presenti ovunque, qui arricchiscono il contesto e propongono un accostamento stilistico all’architettura “napoleonica”, con influenze “Schinkeliane” e neoclassiche, di rapporto con la natura e con i giardini. Se si considera la totale mancanza di elementi propriamente decorativi, si apprezza come il progetto di ogni singola casa si impreziosisca attraverso la corretta applicazione di ogni elemento: le falde con manto in tegole di laterizio, appena sporgenti sulla gronda e sulle superfici intonacate; le pavimentazioni esterne e interne in quadrotti di “cotto”; le assi di legno verniciato dei pergolati; gli arredi delle camere, spesso realizzati su misura, in ciliegio.

 

Testo di R. Gamba pubblicato in Costruire in laterizio, n.133 Gennaio / Febbraio 2010

 

Strutture: Franco Maggioni; Costruzioni: Impresa Fiumara, Portoferraio (LI)