Edoardo Guazzoni Architetto | NEGOZIO VIERRE
architetto Edoardo Guazzoni, studio di architettura Milano, architetto Milano
15675
portfolio_page-template-default,single,single-portfolio_page,postid-15675,ajax_fade,page_not_loaded,,vertical_menu_enabled,side_area_uncovered_from_content,qode-theme-ver-11.1,qode-theme-bridge,wpb-js-composer js-comp-ver-5.1.1,vc_responsive

NEGOZIO VIERRE

LUOGO E DATA

Via Montenapoleone, Milano, 1998

COLLABORATORI

A. Bracchetti

FOTOGRAFO

F. Pollini

Category
Negozi e allestimenti

A Milano, in un palazzo settecentesco nel quadrilatero della moda, un progetto sofisticato ha unificato due distinte unità disposte su tre livelli, due dei quali accessori rispetto al piano terra, l’unico destinato alla vendita. All’esterno le grandi lastre orizzontali di pietra grigia rinnovano l’idea del bugnato dei palazzi signorili e si prolungano all’interno sia pure trasformate da un materiale più chiaro e luminoso, alla ricerca di una continuità tra i due ambiti promossa anche dalle grandi vetrate ad arco. Nel vasto ambiente di ingresso questa stessa inconsueta boiserie diviene struttura espositiva: ad essa sono infatti ancorati profondi ripiani di cristallo. Una soluzione che origina un’atmosfera limpida e leggera cui attribuiscono luminosità il grande lucernario del controsoffitto incorniciato da una fascia di luci puntiformi, e la bella pavimentazione in seminato nella quale è annegato il prezioso mosaico che riproduce un’opera di Paul Klee: raffinato inserto policromo che interrompe la sostanziale neutralità e omogeneità cromatica. L’ulteriore svolgersi dello spazio è sottolineato da due archi corrispondenti alle aperture in facciata, che alleggeriscono l’uniforme ribassamento del soffitto cui corrisponde, a terra, un basso gradino. Ciò crea una voluta separazione tra il salone di ingresso e gli spazi retrostanti destinati alla vendita oltre che all’esposizione. I due pilastri, collegati da un lungo piano, individuano un asse di simmetria della composizione che qui si articola diversamente grazie al sofisticato sistema espostivo: piccole nicchie luminose sono incastonate nelle pareti in marmorino con ritmica regolarità e assecondando la conformazione planimetrica, che prevede appendici laterali con un disegno nitido e preciso. Sul fondo una scenografica quinta curvilinea, visibile dall’esterno, attribuisce alla conclusione di questo negozio anche una precisa caratterizzazione volumetrica chiarita dall’impiego del legno chiaro. E’ interpretata qui una delle più affermate tendenze connesse al tema dell’allestimento degli spazi commerciali che concepisce l’esposizione secondo criteri del tutto analoghi a quelli della più tradizionale museologia ma quale organica espressione di una  specifica idea di spazio.

Pubblicato in “New Shops 5 Made in Italy”, a cura di S. San Pietro e P. Gallo, Ed. L’Archivolto, Milano 1998.

 

Lavori edili: La Cà, Milano; opere da falegnameria: Perotta, Villastanza (MI); tinteggiature: Tamcolor, San Donato (MI); pavimenti in seminato e mosaico: Fantini, Milano; impianti idraulici: Germani, Milano; impianti elettrici: Rognoni, Milano; vetrine: Metalvetrina, Milano; marmi: Remuzzi, Bergamo; divani: B.M., Cantù (CO); luci: Orlandi i Guzzini, Milano.