LA DARSENA DI MILANO
La storia, il progetto e i lavori di riqualificazione della nuova Darsena di Milano raccontati dall'Architetto Edoardo Guazzoni
la Darsena di Milano, nuova Darsena di Milano, lavori Darsena di Milano, architetto Darsena di Milano, rifacimento Darsena di Milano
15605
page-template,page-template-full_width,page-template-full_width-php,page,page-id-15605,bridge-core-2.7.6,qode-page-transition-enabled,ajax_fade,page_not_loaded,,vertical_menu_enabled,side_area_uncovered_from_content,qode-theme-ver-26.1,qode-theme-bridge,disabled_footer_top,wpb-js-composer js-comp-ver-6.6.0,vc_responsive

LA DARSENA DI MILANO

Edoardo Guazzoni, Paolo Rizzatto, Sandro Rossi

 

2004 – 2015

 

 

Progetto impiantistico:

Manens-Tiffs Spa, ing. Giorgio Marchioretti

 

Progetto strutturale e idraulico:

D’Appolonia Spa, ing. Andrea Del Grosso

 

Progetto viabilistico:

Erre.vi.a Srl, ing. Enrico Moretti

 

Collaboratori:

Franco Biglieri, Paolo Ceresatto, Stefano Faggiani, Carlotta Formenti, Ilenia Franchini, Mattia Frasson, Paola Girola, Alessandro Lauria, Carlo Lucca, Lucia Mainardi, Roberta Maiorano, Francesca Musa, Gaia Sajni, Matteo Turati,  Valentina Turotti

 

Fotografi:

Bart Herreman, Marco Introini, Leo Torri

Il progetto riflette un lungo processo di elaborazione iniziato con la partecipazione al concorso del 2004. Ha poi attraversato articolati passaggi, registrando rinvii e sospensioni, correzioni programmatiche e ripetuti assestamenti, anche a cantiere in corso, determinando una sempre più approfondita conoscenza dei luoghi. I temi e gli obiettivi architettonici e urbani posti già nelle prime fasi del lavoro – la restituzione del porto di Milano secondo modalità adeguate al tempo presente – si sono inoltre confrontati sia con complessi problemi viabilistici, idraulici e di navigabilità, sia con la difficoltà di riportare a una figura unitaria e coerente, un grande spazio pubblico, un luogo d’acqua che ha avuto intricate vicende costruttive a partire dal Trecento. Nel corso del lavoro, inoltre, la permanenza e le condizioni di manufatti più o meno antichi hanno delineato il perdurare di un destino presente e specifico di questa parte di città che il progetto ha voluto riportare alla luce.

1 – Ingresso nord da Porta Genova    2 – Giardino di Piazza Cantore    3 – Passeggiata ombreggiata a livello strada    4 – Murata in mattoni di contenimento    5 – Passeggiata sulla banchina    6 – Assito ligneo e ponte tra le due sponde    7 – Evidenza delle preesistenze storiche    8 – Zona varo e alaggio    9 – Restauro argine su viale Gorizia    10 – Caffetteria    11 – Sperone di collegamento tra le banchine    12 – Punto di vista    13 – Ponte sul Naviglio Grande    14 – Ponte sul Naviglio Pavese    15 – Gradinata belvedere    16 – Mercato comunale coperto    17 – Stalli del mercato    18 – Piazza del mercato    19 – Ticinello riscoperto    20 – Pedonalizzazione di Porta Ticinese    21 – Nuove alberature e nuovo verde urbano    22 – Nuovo assetto del traffico automobilistico

IL CONCORSO

LA STORIA

Carta delle acque della Lombardia occidentale, XVI Secolo
Carta delle acque della Lombardia occidentale, XVI Secolo
Vista della Darsena prima della demolizione delle mura spagnole, 1860 circa
Vista della Darsena prima della demolizione delle mura spagnole, 1860 circa
Botteghe e laboratori verso il Ticinello, 1914
Botteghe e laboratori verso il Ticinello, 1914
Darsena, foto, 1960
Darsena, foto, 1960

La nuova Darsena è un brano di paesaggio tecnico interno alla città, poiché tutte le parti di cui si compone, le opere di arginamento, i ponti, le chiuse, le banchine sono state progettate per risolvere i rapporti tra l’edificazione e l’acqua.

Nell’assolvere questo compito, nelle relazioni che si sono create tra i diversi elementi, nel loro assetto complessivo, queste opere hanno trovato risposte sul piano architettonico.

La porta di Cagnola, presidio orientale del bacino, ha dato origine allo sviluppo di tutte le parti del progetto: costruita agli inizi dell’Ottocento per superare il corso del Ticinello, la sua ragion d’essere risiede infatti nella sua monumentalità, nella capacità della sua architettura di risolvere un problema urbano.

Nei modi della sua costruzione, la nuova Darsena è evocativa di altri approdi presenti nel territorio lombardo, a cui è fisicamente connessa attraverso lo scorrere dell’acqua: luoghi che il Naviglio rivela, dalle prese del Panperduto fino alle chiuse di Pavia.

 

Ancora nel 1801 attorno alla Darsena si affacciano borghi di sostre e casere lungo le alzaie dei navigli che gravitano attorno alla piazza del mercato di porta Ticinese. Quest’ultima è separata dalle mura cinquecentesche dal corso del Ticinello e attraverso un ponte che lo supera è connessa alla piazza di Sant’Eustorgio e ai borghi interni della città.

L’edificazione dei caselli daziari e della porta neoclassica di Cagnola attribuisce l’attuale rappresentatività alla piazza. Il bastione delle mura spagnole occupa ancora lo spazio successivamente destinato al bacino. Con la demolizione del bastione pentagonale a metà dell’Ottocento la Darsena assume un assetto portuale, ma riflette ancora la forma poligonale della intera città murata.

A fine Ottocento, il piano regolatore di Beruto registra e avvia il processo di espansione della città al di fuori delle mura progressivamente smantellate: tratti superstiti ne rimangono ad arginare la forma della Darsena.

LE MURA ANTICHE

Lo scavo archeologico ha messo in luce le porzioni basamentali delle mura spagnole, costruite nella seconda metà del cinquecento, le cui elevazioni in mattoni si fondano su di un paramento di pietre sedimentarie, destinato a contenere l’acqua del bacino.

L’andamento rettilineo delle mura è interrotto in corrispondenza del baluardo pentagonale, demolito a metà Ottocento.

Inoltre nel corso dell’intervento di scavo archeologico, sotto alcuni depositi a matrice limoghiaiosa a nord-ovest, è stata portata alla luce una complessa struttura lignea, porzione dell’approdo dei barconi in arrivo dal Lago Maggiore e di smistamento alla vicina Conca.

Il bacino della Darsena si è modificato nel tempo assieme all’assetto delle mura urbane: il rapporto tra le mura e l’acqua si è andato via via definendo verso  attività portuali sempre più estese.

Porzione di mura cinquecentesche interne al baluardo pentagonale, parte basamentale in pietra sommersa, 2013

IL MURO

Per molto tempo le mura hanno costituito l’argine della città verso l’acqua: demolite agli inizi del novecento, esse permangono nelle fondazioni interrate al di sotto del livello dell’acqua.

Il loro carattere monumentale viene affermato nel progetto tramite un muro di arginamento continuo che, in un’ unica scelta costruttiva, riunisce le vicende molteplici di questo luogo e le rappresenta.

Il progetto riporta la forma complessiva del bacino della Darsena alla sua massima estensione attraverso il consolidamento di entrambe le sponde e soprattutto attraverso la nuova forma di quella settentrionale, nel suo assetto originario.

Qui la nuova banchina rettilinea comprende la sponda ottocentesca, costruita in mattoni, interamente rivelata dal cantiere di scavo  archeologico, in modo da conservare e consolidare il manufatto storico.

Un muro rettilineo collega due passeggiate poste alla quota dell’acqua e a quella della città, separando il bacino dal viale automobilistico.

Tutta l’area è un luogo raccolto, pensato per la sosta, il passeggio e lo svago come anche per l’organizzazione e lo svolgimento di manifestazioni e spettacoli all’aperto.

Muro e pavimentazione sono realizzati in mattoni e pietra: evocano i materiali del limite storico della città e costituiscono il carattere principale di tutto l’intervento, che si mantiene inalterato nelle sue declinazioni.

La passeggiata superiore , ombreggiata da un filare di grandi alberi  e  sopraelevata rispetto al livello stradale, si collega tramite le frequenti discese di rampe e scale alle banchine e all’acqua.

Edificazioni lineari contengono luoghi di ristoro e magazzini a ridosso del lungo muro di confine e lungo l’argine, entro padiglioni porticati costruiti in ferro e vetro.

La caffetteria, in posizione equidistante rispetto a piazza Cantore e piazza XIV Maggio, sorge dal muro e ne diventa parte integrante connettendo i due livelli attraverso rampe e scale.

La sequenza dei pilastri è disegnata entro i ritmi della banchina stessa e scandisce ampie vetrate ombreggiate da frangisole lignei, elementi di decoro della pilastratura in ferro verniciato.

Muro-1
Muro-2
Muro-3
Muro-4

LO SPERONE

La prosecuzione della nuova sponda di fronte ai ponti storici, dove sbocca il Naviglio Grande ed inizia il Naviglio Pavese, dà origine ad un argine a forma di sperone.

Questa forma della sponda, evocativa dell’impianto geometrico del baluardo demolito, che con la sua presenza per molto tempo aveva definito l’assetto di tutta l’area, disegna un’ampia curva verso il bacino per costituirne il luogo centrale.

Da qui è possibile percepire contemporaneamente tutti gli elementi che si dispongono sulle sponde della Darsena e l’intera estensione dell’area: dal monumento neoclassico di Porta Ticinese, alla stazione di Porta Genova sullo sfondo della prospettiva di via Vigevano, fino alle alberature e ai giardini di Piazza Cantore.

A – Pavimento in masselli di serizzo antigorio bocciardato, spess. 6 cm    B – Zoccolatura in serizzo antigorio bocciardato, spess. 4 cm    C – Rivestimento in mattoni faccia a vista    D – Copertina in massello di serizzo antigorio bocciardato, spess. 15 cm    E – Pietra di bordo in masselli di serizzo antigorio bocciardato, spess. fino a 20 cm    F – Muro in mattoni esistente risarcito e stilato    H – Gradini in massello di serizzo antigorio bocciardato    I – Seduta in massello di serizzo antigorio bocciardato    L – Pavimentazione in mattoni pieni    M – Pavimento in asfalto    Q – Bitta in serizzo ghiandone    R – Verde di progetto – aree a prato    U – Rivestimento in lastre di serizzo antigorio H. 50 CM    V – Cordolo in calcestruzzo armato    Z – Spessore scarpa in malta di calce

LA GRADINATA BELVEDERE

Lungo tutta la sua estensione la sponda è attrezzata per il passeggio, la sosta, per l’attracco di natanti, lo svolgimento di manifestazioni e spettacoli all’aperto.

Varie occasioni di sosta accolgono i passanti sulla sponda, come le panchine di legno e i sedili in pietra addossati al muro.

Inoltre un ampio spazio a gradoni si apre ad accogliere gli spettatori di fronte all’acqua della Darsena in prossimità del mercato.

Anche questa dotazione si aggiunge alle declinazioni del muro: costruita in mattoni e pietra, protetta alle spalle verso la città dal muro stesso che si eleva, collega la passeggiata superiore a quella sull’acqua.

A – Pavimento in masselli di serizzo antigorio bocciardato, 6 cm    B – Zoccolatura in serizzo antigorio bocciardato, 4 cm    C – Rivestimento in mattoni faccia a vista    D – Copertina in massello di serizzo antigorio bocciardato, 15 cm    E – Pietra di bordo in masselli di serizzo antigorio bocciardato, 20 CM    F – Muro in mattoni esistente risarcito e stilato    G – Panchina in legno    H – Gradini in massello di serizzo antigorio bocciardato    I – Seduta in masselli di serizzo antigorio bocciardato    L – Pavimentazione in mattoni pieni    M – Pavimentazione in asfalto    N – Cordolo in pietra esistente    O – Cordolo in masselli di granito bianco    P – Gradone di seduta in masselli di serizzo antigorio bocciardato    Q – Gradone di seduta in masselli di serizzo antigorio bocciardato    R – Anello di attracco in acciaio    S – Verde di progetto – aree a prato    T – Cordoli gradoni    U – Canaletta    V – Corrimano tubolare metallico

LA PIAZZA DEL MERCATO

La demolizione del vecchio mercato comunale ha consentito di ampliare Piazza XXIV Maggio verso il bacino. Restituita la percorrenza pedonale, la piazza si configura come luogo di accesso alla Darsena e ai percorsi che si svolgono, a diversi livelli, sulle sponde, riacquistando il senso originario del disegno di Cagnola.

Il nuovo mercato comunale costituisce un luogo della vita cittadina sul porto. Sul piano costruttivo, si riafferma il tema conduttore di tutto l’intervento, rappresentato dal confronto fra il carattere murario delle sponde e l’aspetto tecnico delle dotazioni fisse di servizio.

Realizzato in ferro verniciato e vetro con frangisole lignei, si affaccia al bacino con un percorso ombreggiato che fronteggia i navigli.

L’edificio principale  è affiancato dalla lunga sequenza di stalli e magazzini che completano l’attività, prolungando il muro delle passeggiate e proteggendo la piazza dal traffico di via D’Annunzio.

In piazza XXIV Maggio si è riportato in luce il cinquecentesco Ponte delle Gabelle lungo il corso del Ticinello, riaperto a formare un approdo interno alla piazza.

Mercato-1
Mercato-2
Mercato-3
Mercato-4

IL PONTE

Il progetto del nuovo ponte di collegamento tra la sponda settentrionale e l’area di alaggio rappresenta con evidenza tutte le molteplici opere ideate in collaborazione tra architetti e ingegneri, come gli attacchi basamentali delle  nuove murature, gli arginamenti, gli agitatori meccanici di corrente ecc.

La tecnica costruttiva si riferisce a quella delle passerelle in ferro che si susseguono lungo i navigli.

Un’unica arcata poggia al suo centro su due piloni, permette il passaggio dei natanti da un lato e protegge dall’altro la presenza sommersa dell’assito antico.

Questa modalità costruttiva consente un’esilità dell’elemento strutturale altrimenti impossibile da realizzare, confermata dalla leggerezza dei parapetti.

Poggiando su teste in muratura questo manufatto in ferro verniciato si ricollega all’immagine unitaria della Darsena in mattoni e pietra.

Il-Ponte-1
Il-Ponte-2
Il-Ponte-3
Il-Ponte-4

LA CONCA DI VIARENNA

Una passerella metallica consente la continuità della banchina settentrionale all’imbocco della Conca di Viarenna.

Durante i lavori di scavo si sono ritrovati reperti successivi della conca.

Tralasciando gli spostamenti avvenuti in precedenza e limitrofi alla zona dell’assito, si sono rilevati in successione i resti lignei a protezione della chiusa trecentesca, le parti basamentali interrotte delle mura spagnole, la muratura curvilinea ottocentesca integra sul lato destro e interrotta dalla banchina successiva sul lato sinistro.

Tutte queste testimonianze, assieme alla posizione del ponte distrutto verso la città, sono all’origine del nuovo disegno che riproduce l’imboccatura storica della conca verso le chiuse interne. Una cornice di marmo sottolinea l’uscita dell’acqua verso la Darsena.

IL CANTIERE

Cantiere-1
Cantiere-2
Cantiere-3
Cantiere-4